Lettera a sposa
Cara A, una lettera è il mio modestissimo pensiero. Prendo l'occasione per dirti (senza pretesa) come affronto la realtà – quindi anche il matrimonio -, con la presunzione che possa interessarti e, magari, servire anche a te. Un giorno, alla macchina del caffè, qualcuno ha detto che la scelta di destra era riservata al prodotto “equo-solidale”. Ti sei rivolta a me dicendo che avrei dovuto consumare quello: sono rimasto molto colpito, ma non ho capito perchè. Ci ho pensato. Forse perchè sai che sono cattolico “impegnato”? Questi dovrebbero avere una particolare sensibilità per queste cose. Io, di sicuro, non ce l'ho. Ho ripensato alla mia storia, a quanto mi convince, mi sono venute alla mente 2 “parabole”. Nessuna delle due è farina del mio sacco, le ho sentite in modi e tempi diversi e cerco di coniugarle. La prima è quella del neonato che finisce in un'isola deserta. In qualche modo sopravvive e diventa adolescente: si ricorda solo di aver conosciuto l...